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Previdenza: Circolare INPS 169/2017 "Ulteriori chiarimenti su prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni Pubbliche"

Con la circolare n.169 del 15.11.2017, l’INPS detta ulteriori chiarimenti riguardo alla prescrizione...

Approvata definitivamente dalla Camera la Legge sul Whistleblowing.

Il testo di Legge sul whistleblowing introduce nuove tutele per i dipendenti pubblici e privati ch...

Comunicato: Resoconto Riunione ARAN del 09/11/2017 Rinnovo CCNL - Sindacati di governo e..di opposizione

Arturo Maullu * Sindacati di governo e…di opposizione Nel primo incontro convocato il gio...

Infortunio " Quali sono gli obblighi del datore di lavoro e quali a carico del lavoratore"

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CIRCOLARE INPS ASSEGNI PER IL NUCLEO FAMILIARE ''Nuovi livelli reddituali per il periodo 1° luglio 2017 - 30 giugno 2018 ''

L’INPS con la circolare n 87 del 18 maggio 2017 ha stabilito i livelli reddituali per ottenere gli assegni familiari da applicare alle diverse tipologie di beneficiari nel periodo 1° luglio 2017 - 30 giugno 2018 e comunica che, secondo i calcoli eseguiti dall’ISTAT la variazione percentuale dei prezzi al consumo tra il 2015 ed il 2016 è risultata pari a 0,1 per cento, per cui non è stato operata alcuna rivalutazione dei livelli reddituali né degli importi da corrispondere, visto che  l’indice ISTAT di variazione dei prezzi al consumo si è attestato lo scorso anno su un valore negativo.

 

Riforma Madia Pubblico Impiego. ''approvato il 19 maggio il T.U. in via definitiva''

Riforma Madia P.I. Approvato dal Consiglio dei Ministri l'ultima versione del Testo Unico del Pubblico Impiego e del Decreto Attuativo sui procedimenti disciplinari. Argomenti correlati:

Il Testo  Unico.pdf.

D.Lgs. Testo Unico Pubblico Impiego

Ilsole24Ore

 

Garante Privacy Sanità: no alle informazioni sulla salute nelle attestazioni dell'ospedale

Intervento del Garante per assicurare il rispetto di cautele anche nella stesura delle certificazioni richieste per fini amministrativi.

Nelle certificazioni rilasciate ai pazienti o ai loro accompagnatori per attestare la presenza in ospedale e giustificare ad es. l'assenza dal lavoro, non devono essere riportate indicazioni della struttura presso la quale è stata erogata la prestazione, il timbro con la specializzazione del sanitario, o comunque informazioni che possano far risalire allo stato di salute.

 

Pensioni,addio definitivo alla penalizzazione sulla pensione anticipata

La Legge Bilancio per il 2017 ha spedito in soffitta il sistema di disincentivazione previsto dalla Fornero per coloro che raggiungono i requisiti contributivi per la pensione anticipata prima del 62° anno di età.Si chiude definitivamente la penalizzazione sulla pensione anticipata. L'articolo 1, comma 194 della legge 232/2016 ha messo ufficialmente la parola fine al sistema di disincentivazione al pensionamento per quei lavoratori e lavoratrici iscritti presso forme di previdenza pubbliche obbligatorie (Ago, Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi e fondi ad essa sostitutivi ed esclusivi) che accedono alla pensione anticipata con meno di 62 anni.

 

Sentenza del Consiglio di Stato -Lavoro nei giorni festivi ''Si al riposo compensativo, no alla monetizzazione''

il Consiglio di Stato, Sezione IV, con la sentenza 12 aprile 2017, n. 1705, ha stabilito che, allo stato attuale della legislazione, lo svolgimento di attività lavorativa in giorni festivi fa sorgere solo il diritto al riposo compensativo e non fonda una pretesa di carattere patrimoniale a titolo di compenso per lavoro straordinario. Leggi tutto l'articolo

 

Aran - Università - Orientamenti Applicativi - diritto allo studio ''ricompreso anche il tempo di percorrenza per raggiungere le lezioni'

Nell’ambito dei permessi per diritto allo studio, pari a 150 ore individuali per ciascun anno, può essere ricompreso anche il tempo di percorrenza necessario per raggiungere la sede delle lezioni? Fonte ARAN Orientamenti Applicativi UNI_073 del 29.03.2017
In relazione alla formulazione della disciplina contenuta ai commi 8 e ss., dell’art. 32 del CCNL 9/8/2000, si ritiene che nel computo del monte ore dei permessi studio debba essere incluso il tempo di percorrenza necessario per recarsi nel luogo di svolgimento delle lezioni.
Infatti ciò che rileva, al fine della quantificazione dei permessi, è l’arco temporale in cui il dipendente deve assentarsi dal luogo di lavoro per partecipare alle lezioni o ai corsi.Nel caso in cui, ad esempio, il lavoratore  intenda frequentare due ore di lezione presso l’Università di appartenenza, concomitanti all’orario di lavoro, il periodo di permesso sarà calcolato ricomprendendo, oltre alle due ore, anche il tempo utilizzato per raggiungere la sede di svolgimento delle lezioni.

 

Riforma Pensioni: Ape sociale ‘’al via le domande per richiedere l’anticipo pensionistico’’

Si aprirà il 1° maggio  2017 e si chiuderà il 30 giugno la finestra per presentare domanda all’Inps per richiedere l’Ape sociale: coloro che sono interessati dovranno quindi far pervenire la propria istanza entro questa data limite al fine di rientrare nella prima finestra di pagamento, che si aprirà tra settembre e dicembre di quest’anno. Mentre a partire dal 2018 le domande dovranno invece essere presentate tra il 1° gennaio e il 30 marzo. Cosa è l’Ape sociale.

 

Comunicato sindacale - Adempimenti obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea ‘’Soluzione questione dei lettori di lingua straniera''

 

COMUNICATO SINDACALE

Adempimenti obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea

‘’Soluzione questione dei lettori di lingua straniera assunti presso le Università statali prima dell’entrata in vigore del decreto legge n. 120 del 1995’’ e nuovo trattamento economico


Il Consiglio dei Ministri riunitosi venerdì 31 marzo 2017 alle ore 11.25 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Paolo Gentiloni e la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi, in applicazione alle disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2017, tra le altre cose, su proposta del Presidente Gentiloni, ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge che detta disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.

Il provvedimento  composto di quattordici articoli è volto a chiudere tre procedure d’infrazione e tre casi EU Pilot e a superare una delle contestazioni della Commissione Europea nell’ambito di un caso EU Pilot, recando altresì norme per la corretta attuazione di due direttive e l’introduzione di alcune modifiche alla legge n. 234/2012.

Di particolare interesse è la soluzione data all’annoso problema relativo al trattamento economico degli ex lettori di lingua straniera in servizio presso le Università statali (sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità europee del 26 giugno 2001, causa C-212/99, e del 18 luglio 2006, causa C-119/04 e caso EU Pilot 2079/11/EMPL).

Sono introdotte norme volte a chiudere il caso; in particolare, si è inteso risolvere la questione dei lettori di lingua straniera assunti presso le Università statali prima dell’entrata in vigore del decreto legge n. 120 del 1995, con il quale è stata introdotta la nuova figura del “collaboratore esperto linguistico” regolata dal CCNL del personale tecnico amministrativo delle Università.

Inoltre, si dà attuazione alle sentenze della Corte di Giustizia UE del 26/6/2001 (causa C-212/99) e del 18/7/2006 (causa C-119/04), che hanno stabilito il diritto dei lettori al trattamento economico corrispondente a quello del ricercatore confermato a tempo definito, commisurato all’impegno orario effettivamente assolto. A tal fine sono state stanziate risorse sul Fondo per il Finanziamento Ordinario (FFO) delle Università statali da destinare al cofinanziamento degli atenei, per la chiusura dei contenziosi in essere, nonché per prevenire quelli futuri.

Napoli 28.04.2017

Arturo Maullu

Coordinatore Generale CSA Università

Dipartimento Università FGU Gilda Unams

 

Alcune considerazioni sulla crisi dei partiti e dei sindacati tradizionali

A cura  di Arturo Maullu - Coordinatore Generale Nazionale CSA Università

Abbiamo un po’ tutti seguito in questi giorni quanto stà accadendo nelle elezioni in Francia. Dal ballottaggio sono rimasti esclusi i partiti tradizionali, quelli che hanno governato il paese dal dopoguerra a oggi.  In Italia, ma anche negli altri paesi tira più o meno la stessa aria. Parallelamente, i sindacati tradizionali, nel nostro Paese, ma non solo, perdono sempre più il consenso dei lavoratori che non si sentono più rappresentati e per ultimo, solo in termini temporali, lo schiaffo ricevuto ieri in Alitalia dà il senso della loro inadeguatezza nel rappresentare gli interessi collettivi e dei lavoratori in particolare.

Nel frattempo che i vertici di queste mega organizzazioni, erano troppo impegnati a difendere i loro privilegi, vedi: pensioni d’oro, stipendi faraonici, gestione di enti di formazione professionali (poi inevitabilmente falliti con relativo personale assunto tra l’altro tra amici e compagni, ovviamente senza uno straccio di concorso) messo a   carico della collettività, per non parlare delle truffe milionarie di taluni patronati italiani ed esteri su cui la magistratura sta pian piano facendo luce, etc…, nel frattempo dicevamo, tali mega organizzazioni hanno dimenticato di fare il loro mestiere, cioè “fare sindacato”.

Il sindacato autonomo e di base era considerato un tempo il refugium peccatorum per gente scomoda, una minoranza di soggetti da mettere ai margini delle relazioni sindacali, magari per decisione congiunta tra datore di lavoro, pubblico o privato che fosse e sindacati tradizionali. Oggi sia gli uni che gli altri, sempre più spesso, scoprono che quando i lavoratori sono chiamati a pronunciarsi nel segreto dell’urna fanno scelte molto diverse.

Il potere politico e quello sindacale collusi, che hanno mandato in rovina questo Paese,  si trovano oggi da noi come in altri Stati, a fare i conti con una realtà nuova, una presa di coscienza forte da parte di chi con il proprio lavoro, sempre più svilito a livello di merce, li ha mantenuti e fatti ingrassare in privilegi assurdi.

Ecco quindi inevitabilmente che a distanza di quasi 40 anni dalla famosa marcia dei colletti bianchi della FIAT del 14 ottobre 1980,  i lavoratori di un’altra grande azienda nazionale come l’Alitalia, sconfessano la ‘’Triade’’ e creano un nuovo punto di rottura nella storia delle lotte sindacali, rappresentando una dura sconfitta per il sindacalismo tradizionale e colluso.

Noi che facciamo invece parte del sindacato autonomo siamo, come dire, un prodotto di nicchia, non una multinazionale sindacale con bilanci milionari e con tanti dipendenti al proprio servizio, il nostro operato si basa solo sul volontariato, produciamo un’azione sindacale genuina, non adulterata da manovre partitiche e men che meno siamo disposti a trattative che non siano alla luce del sole con la controparte, politica o datoriale che sia, trattiamo con tutti, ma collusi con nessuno!

Chissà se anche quest’ultima lezione ricevuta dalla ‘’Triade’’ e dal fallimentare management di Alitalia potrà servire a qualcosa, ma permetteteci di dubitarne, visto anche l’atteggiamento ostruzionistico posto in essere nel rinnovo del CCNQ e le proposte irricevibili fatte per i rinnovi contrattuali a livello nazionale e  sbandierate a destra e a manca come se fossero chissà quali conquiste, avrebbero fatto una figura migliore se invece fossero stati zitti cercando di lavorare ai tavoli di contrattazione nazionale, presentando alla controparte proposte adeguate e almeno in parte risarcitorie per tutti gli anni di blocco contrattuale, ma tant’è... ed infine, ma non per ordine d’importanza, gli atteggiamenti arroganti e pretenziosi che nonostante tutto continuano a porre in essere a livello di contrattazione aziendale un pò ovunque.

Napoli, 27.04.2017

Arturo Maullu

Coordinatore Generale Nazionale

CSA Università – Dipartimento Università FGU Gilda Unams

 

Circolare INPS ''Prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità: cambia il criterio per la concessione''

La non computabilità del reddito della casa di abitazione nella circolare n. 74 del 21 aprile 2017. L'INPS, con la circolare n. 74 del 21 aprile 2017, ha preso atto del consolidato orientamento giurisprudenziale in materia di requisiti reddituali prevedendo a far data dal 1° gennaio 2017 l’esclusione del reddito della casa di abitazione dal computo dei redditi ai fini della concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità. Finora l'Istituto aveva considerato rilevante anche il reddito della casa di abitazione in quanto reddito assoggettato a IRPEF, salva la deducibilità al 100%, ma a partire dal 2002 si è consolidato un opposto orientamento giurisprudenziale.

 

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