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Comunicato: Resoconto Riunione ARAN del 09/11/2017 Rinnovo CCNL - Sindacati di governo e..di opposizione

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Bonus 80 euro in busta paga, sì a disoccupati, in mobilità e Aspi

Colpo di scena sul bonus da 80 euro promesso dal governo Renzi: una circolare dell’Agenzia delle Entrate allarga, a sorpresa, la platea anche a disoccupati, cassintegrati e lavoratori in mobilità. Insomma, anche agli attuali percettori di Aspi – la nuova indennità di disoccupazione destinata a chi si sia trovato senza lavoro dopo la riforma Fornero – sarà destinato lo sgravio fiscale come annunciato dal premier. Un colpo elettorale davvero grosso a soli dieci giorni dal voto, dunque, che va ad allargare la già folta platea di coloro che percepiranno gli 80 euro al mese garantiti dal governo, nonostante le perplessità espresse dall’elaborazione dei ragionieri del Senato. Anzi, a dare manforte all’iniziativa del governo, è arrivata la circolare delle Entrate, che ha ampliato inaspettatamente i destinatari dell’acconto in busta paga. Fonte CGU-CISAL

 

 

CAVALLARO - CISAL ''FISCO E PREVIDENZA LE EMERGENZE DEL PAESE''

 

A decorrere dal mese corrente, il Governo erogherà 80 euro mensili a 10 milioni di lavoratori che hanno retribuzioni mensili al di sotto di 1500 euro al mese. Se non si vuole ritenere questa iniziativa una mossa meramente elettorale, la corretta chiave di lettura che ne deriva e che ci trova completamente d'accordo è chiara: le retribuzioni della quasi totalità dei lavoratori dipendenti italiani, sono insufficienti a garantire standard di vita adeguati. Tanto più ove si considerino i pensionati, gli incapienti e le partite IVA, oggi esclusi dal beneficio, ma per espresso impegno del Governo da recuperare con la prossima legge di stabilità, in quanto ben al di sotto dei 1500 euro di reddito. A fronte di una tale sconcertante realtà, confermata dal continuo crollo dei consumi, assistiamo ai soliti equilibrismi politici e alle solite elucubrazioni dialettiche nel tentativo di discarico di responsabilità!

 

Le biblioteche, i bibliotecari, il PTA, il sindacato e l’associazionismo professionale

A cura dell'Ufficio Studi del CSA della Cisal Università

Il nostro paese non brilla certo per l’attenzione che le istituzioni hanno verso la cultura e tanto meno verso le biblioteche. Oggi, tra l’altro,  molte biblioteche italiane, che sopravvivono a malapena con gli scarsi finanziamenti pubblici e che hanno fra i loro sostenitori economici le varie Province, oramai in via di abolizione, e/o i comuni  spesso in dissesto finanziario, sono disorientate e non hanno certezza del loro futuro. Chiedono finanziamenti che non arrivano,  non hanno i fondi per pagare  per tempo il personale, cercano una nuova identità per risolvere la crisi in cui versano ed in alcuni casi rischiano la chiusura per mancanza di fondi. Ma neanche le Biblioteche universitarie godono di vita migliore.

È prassi consolidata che la maggior parte dei consigli di amministrazione degli Atenei italiani si ricordino delle biblioteche quando le risorse economiche diminuiscono ed occorre   scegliere dove tagliare. In questo caso le biblioteche sono spesso le favorite.

Diverse Università  italiane mostrano anche scarsa attenzione nei confronti della professione del Bibliotecario  a causa di molteplici ragioni.

- Non c’è una organizzazione omogenea e ogni Ateneo con i propri statuti e regolamenti ha dato al sistema bibliotecario l’assetto che ha voluto non sempre rispettando la professionalità della categoria.

 

Cavallaro (Cisal) «Riforme, Fisco e Previdenza»

« Il principale nemico dello sviluppo è l’intollerabile e gigantesco fenomeno dell’evasione fiscale i cui costi vengono pagati dai cittadini onesti. La favola della flessibilità è solo tale ». Queste le parole di Francesco Cavallaro, Segretario Generale della Cisal, a margine delle celebrazioni per la festa dei lavoratori che quest’anno il sindacato ha organizzato nella città di Salerno. «I lavoratori non arrivano a fine mese - ha affermato Cavallaro - per la risalita si deve subito ridurre l’onere fiscale mediante una seria riforma». E proprio tale riforma è una delle prime priorità per le quali la Cisal si batte, oltre alla riforma anche per il sistema previdenziale, il mercato del lavoro e soprattutto la questione del Mezzogiorno. «Si deve invertire la rotta con la massima urgenza - chiosa il segretario generale - la questione è sempre la stessa: fino a quando i lavoratori ed i pensionati dovranno sopperire ai miliardi sottratti al fisco dall’evasione fiscale, non ci saranno mai risorse per far partire qualsiasi ripresa che non sia un effimero momento di gloria magari dovuto ad incrementi dell’export. Il sistema fiscale è il primo problema del Paese».  Leggi tutto -  Fonte Italyworknews.it

 

 

Il bibliotecario:una figura professionale da rivalutare

Francesco Lavorato e Paola Attanasio CSA della Cisal Università: << A distanza di oltre un anno dall’entrata in vigore della legge che decreta finalmente la professione di “bibliotecario”, questa figura essenziale, nell’ambito sia universitario che regionale e comunale, ancora non viene adeguatamente considerata e valorizzata. Un po’ per la scarsa conoscenza della legge n. 4 del 14 gennaio 2013 sulle “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” che stabilisce che, oltre alle professioni organizzate in ordini o collegi, esistono anche altre professioni, tra cui quella del bibliotecario, ed un po’ per la non omogeneità a livello nazionale degli statuti e dei regolamenti degli atenei universitari>> Leggi tutto l'articolo

Fonte Italyworknews


 

1° maggio festa del non lavoro, dei diritti negati; della parabola sindacale:

Parabola non intesa in senso letterario ma come figura geometrica, e sotto certi aspetti, anche come  racconto che dovrebbe dare un insegnamento morale.

Che i diritti dei lavoratori abbiano quasi raggiunto la fine discendente della parabola è sempre più evidente, un declino che è iniziato molti anni fa quando i vertici delle maggiori confederazioni sindacali collaterali ai partiti dominanti inventarono la cosiddetta “concertazione”. In pratica dalla fine degli anni 80 con la perdita di democrazia interna ed un’organizzazione verticistica, barattò gli interessi dei lavoratori con quelli del sindacato sempre più governato da una casta di politici mascherati da sindacalisti che spesso e volentieri hanno anche materialmente transitato poi tra le file di questo o quel partito assumendo  anche responsabilità dirette di governo.

 

Ferie e diritto alla salute, Cgu-Cisal a Madia: ritirare circolare D'Alia su permessi

Il ministro Madia ritiri o rettifichi la circolare riguardante le assenze dei dipendenti pubblici per motivi di salute. A chiederlo è la Cgu-Cisal in una nota inviata oggi alla titolare della Pubblica amministrazione. Il provvedimento finito nel mirino del sindacato è quello firmato dall'ex numero uno di Palazzo Vidoni, Giampiero D'Alia, che taglia drasticamente le ore di permesso concesse ai lavoratori per sottoporsi a visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici. “In virtù di questa circolare – spiega Rino Di Meglio, segretario generale della Cgu-Cisal – il personale della pubblica amministrazione, per curarsi, sarà costretto a utilizzare i tre giorni annui di permessi personali. Nei casi di patologie gravi, che richiedono terapie e trattamenti lunghi, il dipendente ammalato dovrà necessariamente avvalersi delle ferie, in spregio – commenta Di Meglio – ai più elementari principi costituzionali riguardanti ferie e diritto alla salute” “Inoltre la circolare – conclude il segretario generale della Cgu-Cisal – è illegittima perché interviene unilateralmente su una materia regolata dalla contrattazione nazionale collettiva”. Fonte CGU-CISAL

 

CISAL, 1 Maggio 2014 ''Festa del Lavoro a Salerno in P.zza Portanova''

Cavallaro (Cisal) '“Il Paese ha certamente bisogno di riforme, ma non può in alcun modo trascurare l’assoluta priorità di quella fiscale: l’unica capace di rimettere nel circuito legale le risorse necessarie ad un effettivo rilancio dell’economia reale e del lavoro, e quindi dell’occupazione, della crescita, dello sviluppo. Di una riforma, cioè, che attraverso l’introduzione del cosiddetto “contrasto di interessi”, quale efficace strumento di “collaborazione” tra  cittadino onesto e Stato che ne premi l’onestà attraverso la detraibilità/deducibilità totale o parziale delle spese sostenute, sia in grado di recuperare quella scandalosa evasione, fiscale e contributiva, che impunemente sottrae miliardi, anno dopo anno, all’economia reale di questo Paese.”

Su questi temi, fiscali e del lavoro, interverrà il Segretario Generale Francesco Cavallaro, in occasione della manifestazione organizzata dalla Cisal, in Piazza Portanova a Salerno, per  festeggiare il 1 Maggio. Fonte Cisal

 

Nuovo regolamento di procedura per i pubblici dipendenti che si assentano dal lavoro per sottoporsi a visita medica: l'attestazione di presenza puo' anche essere documentata dal dipendente mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio

E' stata pubblicata la circolare della Funzione Pubblica n. 2/2014 sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 aprile 2014 (GU Serie Generale n.85 del 11.4.2014), riguardante il nuovo regolamento di procedura per i pubblici dipendenti che si assentano dal lavoro per sottoporsi a visita medica, così come già riportato su queste pagine in data 28 marzo us. Vedi DFP Circolare n°2/14''disposizione in materia di assenze per malattia dei dipendenti pubblici, al fine di contrastare il fenomeno dell'assenteismo nelle amministrazioni.''

La novità: Il cambio di procedura stabilisce anche la possibilità da parte del dipendente pubblico di presentare un’autocertificazione per le assenze dovute a visite specilistiche, terapie ed esami clinici. La giustificazione dell’assenza, nelle ipotesi in cui sia necessaria per poter usufruire dell’istituto richiesto, deve avvenire mediante attestazione redatta dal medico o dal personale amministrativo della struttura pubblica o privata che ha erogato la prestazione (attestazione di presenza, v. p. 2 circolare Funzione Pubblica, cpv. 3 e 4). In alternativa, però è possibile presentare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatta, ai sensi del combinato disposto degli artt. 47 e 38 del DPR n. 445/2000, in conformità al modello inserito nella circolare stessa. Scarica il modello dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà

Fonte MIUR

 

Sentenza Corte di Cassazione - legittime le investigazioni private sul dipendente pagate dall'azienda per il controllo sull'utilizzo dei permessi di cui alla 104/92

Per la Cassazione sono legittime le investigazioni private sul dipendente pagate dall'azienda per il controllo sull'utilizzo dei permessi di cui alla 104/92

La Cassazione, con sentenza nr. 4984 dello scorso 4 marzo, riconosce il diritto del datore di lavoro di ricorrere anche alle investigazioni private sul dipendente per controllare l’utilizzo dei permessi di cui alla ex 104/92 sia a tutela del patrimonio aziendale che, per verificare l’adempimento delle prestazioni lavorative e quindi di accertare mancanze specifiche dei dipendenti, ai sensi degli articoli 2086 e 2104 c.c.. Il caso ha riguardato un lavoratore che è stato licenziato a seguito di contestazione disciplinare, con la quale, si addebitava al lavoratore l’illecito utilizzo di un permesso ex art. 33 L. nr. 104/92 per fini del tutto estranei a quelli previsti dalla legge. L’azienda, attraverso degli accertamenti svolti da una agenzia investigativa, appurava che il proprio dipendente, il giorno del permesso, “fosse partito con valigia ed amici mettendo tra se e la finalità di assistenza del permesso una distanza ed una previsione di rientro non prossimo, che rendevano evidente come lo stesso fosse stato utilizzato per altre finalità che la legge garantiva con l’istituto delle ferie”.  Vai alla sentenza Fonte: http://www.lavoroediritti.com


 

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