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Comunicato : resoconto riunione ARAN del 04.01.2018 per rinnovo CCNL

 

Come era nelle previsioni, il documento consegnatoci oggi dall’ARAN, quale bozza su cui discutere per il rinnovo del CCNL,  lascia margini per la trattativa  davvero scarsini..

La parte economica è inficiata, come tutti sapete, dall’accordo capestro firmato nel novembre 2016 da  CGIL-CISL-UIL e Confsal, dove si è stabilito i famosi 85 euro lordi mensili pro capite come finanziamento dei CCNL.

Con ciò si intendeva essere determinato da una percentuale pari al 3,48% dello stipendio in ciascun ex comparto, per cui chi ha di più prenderà di più, chi ha meno, ovviamente, prenderà sempre meno, nel caso dell’ex comparto università sarà molto meno di 85 euro.

Oggi è saltata fuori anche un’altra chicca, cioè che l’aumento contrattuale per il 2018 slitterà di due mesi (da marzo) e le risorse derivanti saranno spalmate sui salari più bassi, ma attenzione, questo solo per il 2018, nel 2019 sarà nuovamente tolto, in quanto non ci sono le risorse necessarie.

Questo per la parte economica, ora bisogna vedere come lo spiegheranno ai lavoratori i signori che, per avventurismo politico, hanno voluto firmare un accordo economico disgiunto dal contratto nazionale e quindi dalla negoziazione di tutte le parti aventi titolo, come correttezza istituzionale avrebbe voluto.

Sulle relazioni sindacali si vorrebbe prendere come base quanto già sottoscritto nel contratto dei ministeriali nei giorni scorsi, cosa alquanto difficile perchè nel nostro ex comparto università, c’è un’autonomia molto spinta, quasi un autogoverno, in quanto tutti gli organi sono elettivi, Rettore, Consiglio di Amministrazione, Senato accademico etc…, dove sono presenti tutte le componenti compresi gli utenti, - gli studenti per intenderci -, cosa assolutamente improponibile in tutti gli altri comparti.

In pratica, la nostra richiesta di riportare alla contrattazione l’organizzazione del lavoro, l’orario di lavoro etc…, pare sia considerata una richiesta improponibile ed i massimo che sono disposti a concedere è la concertazione, cioè quanto concesso nel contratto dei ministeriali. Così non và.

Di modifiche all’ordinamento nessun cenno, quando invece noi lo riteniamo assolutamente indifferibile in quanto una buona parte del personale ha ormai raggiunto posizioni apicali e rischia di rimanere al palo ancora molto a lungo se non si accoglie la nostra proposta di creare le categorie Bis in tutte e quattro quelle attualmente esistenti.

Per quanto ci riguarda riteniamo irricevibile la proposta così come è stata formulata, speriamo che nelle fasi di negoziazione sia possibile modificarla, diversamente questa pre intesa non potrà essere sottoscritta, almeno non da noi.

Vi aggiorneremo dopo il prossimo incontro in programma per lunedì 8  alle 15,30.

Roma 4.01. 2018

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